Archivi categoria: #culture

Come sono belli i soli in queste calde sere!

Madre delle memorie, amante delle amanti, 
fonte d’ogni mia gioia e d’ogni mio dovere, 
ricorderai le tenere nostre ebbrezze, davanti 
al fuoco, e l’incantesimo di quelle lunghe sere, 
madre delle memorie, amante delle amanti! 

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“Vi presento la mia famiglia”: storie di ordinario abusivismo.

fonte: odontoiatria33

Sono stati rinviati a giudizio per esercizio abusivo della professione medica i componenti di un’intera famiglia, padre, madre e figlia, che operavano come dentisti in uno studio odontoiatrico di Busto Arsizio nel milanese. I tre erano stati denunciati per aver provocato danni ad un paziente.
Secondo quando riportato dalla stampa locale il “capofamiglia” era già stato segnalato per abusivismo nel 1998 e condannato nel 2008 per lo stesso reato.

Ps. So che la canzone parla d’altro, ma mi piaceva così! Buona giornata e state sereni!

Terremoto in Nepal: la dignità non costa molto. Ma il suo valore è altissimo.

(di Maria Novella Topi)

ROMA – Esiste un sollievo speciale nell’igiene dopo giorni di abbandono, nella cura di sé dopo una catastrofe, nella pulizia dopo l’emergenza della morte e della distruzione. E’ partendo da questa considerazione che l’Unicef, impegnata allo stremo dopo il doppio terremoto che ha distrutto il Nepal e la sua capitale Kathmandu, ha deciso di distribuire anche dei semplici kit di ‘sopravvivenza igienica’ alle persone colpite dal sisma.

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Il sorriso in fotografia

Pega's photography Blog

Sorriso in dagherrotipoOggi tutti considerano normale la foto di un sorriso, eppure c’è stato un tempo in cui le cose non stavano così ed i ritratti raffiguravano sempre persone serie. Quella qui sopra è una delle prime fotografie di un uomo che ride. Si tratta di un dagherrotipo realizzato intorno al 1850 ed il tizio immortalato fu bravo a restare così immobile per i circa due minuti che al tempo erano necessari.
I lunghi tempi di esposizione richiesti dalle prime tecniche fotografiche erano una delle ragioni principali dell’assenza del sorriso all’alba della fotografia. Non era facile mantenersi immobili e naturali per gli interminabili minuti richiesti dal dagherrotipo ed una posa rilassata era consigliata dai fotografi stessi. A questo si sommava la ricerca di solennità che il ritratto aveva da sempre richiesto nella tradizione pittorica, in particolare quella cristiana, dove il sorriso non era visto di buon occhio. Al proposito sono significative le…

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