Raggi X negli esami dentali, un po’ di numeri.

Oggi vorrei far luce (in una manciata di righe) sulla sconosciuta, e spesso mistificata, questione “dosi di raggi X negli esami dentali”.

Con la diffusione di tecnologie moderne a costi più contenuti e lo spargersi a macchia d’olio di cliniche spa ed offerte grouponstyle nel settore dentale, stiamo assistendo ad un abuso di radiazione certamente importante.
Questo non deve destare infondate preoccupazioni, bensì stimolare una presa di coscienza che permetta ai pazienti di cautelarsi.

Ecco a voi i valori medi in termini di radiazioni a cui ci sottoponiamo nei principali esami dentali:

  • PANORAMICA (OPT): 0,01 mSv
  • Rx ENDORALE: 0,005 mSv.

Con l’avvento delle tecnologie digitali, inoltre, i tempi di esposizione (e quindi le dosi di raggi) richiesti diminuiscono notevolmente.
Per agevolare un confronto chiaro, ricordo che ogni giorno assorbiamo radiazioni ionizzanti da fonti extra-terrestri (non gli alieni) quali il sole, e fonti terrestri, come l’uranio normalmente presente nel sottosuolo. A scopo puramente indicativo possiamo quantificare la quantità di radiazione assorbita in una settimana di vacanza in montagna nell’ordine di 0,05 mSv (fino a cinque rx panoramiche); un volo Roma-New York, data la rarefazione dell’atmosfera terrestre a quote molto elevate, può corrispondere ad un’assorbimento fino a 0,1 mSv (20 radiografie endorali).

Da questi dati emerge chiaramente che gli esami dentali non sono così pericolosi (come spesso viene millantato dagli pseudoscienziati dell’ultima ora), pericoloso è l’uso (ed abuso) che se ne può fare.
Una dose non richiesta, per quanto infinitesimale, è pur sempre una dose da evitare: non ci sono scuse, o attenuanti.
Come medici siamo obbligati a rispettare i principi di giustificazione ed ottimizzazione dell’esame radiografico. Chi non lo fa contravviene a tutte le norme in materia di codice deontologico e penale.
Spesso, purtroppo, si attua una medicina di tipo difensivo, volta alla richiesta di accertamenti superflui onde evitare bagarre legali per eventuali diagnosi mancate (o errate). Chi segue pedissequamente un’etica di protezione del paziente, non ha di cui preoccuparsi perché sa perfettamente quando è necessario l’ausilio di un esame strumentale.
E’ chiaro che in un panorama odontoiatrico spesso senza un volto a cui far riferimento, fidarsi non è facile.

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