Terremoto in Nepal: la dignità non costa molto. Ma il suo valore è altissimo.

(di Maria Novella Topi)

ROMA – Esiste un sollievo speciale nell’igiene dopo giorni di abbandono, nella cura di sé dopo una catastrofe, nella pulizia dopo l’emergenza della morte e della distruzione. E’ partendo da questa considerazione che l’Unicef, impegnata allo stremo dopo il doppio terremoto che ha distrutto il Nepal e la sua capitale Kathmandu, ha deciso di distribuire anche dei semplici kit di ‘sopravvivenza igienica’ alle persone colpite dal sisma.

12766hpnew[1]Un pacchetto di spazzolini da denti, dentifricio, una zanzariera, qualche saponetta e acqua pura forniti dall’organizzazione dell’Onu per l’Infanzia, costituiscono un grande soccorso per chi ha perso tutto, per chi ha dovuto abbandonare la sua casa, la fattoria, i luoghi della sua vita. Naturalmente resta tantissimo di fare e il kit è venuto dopo le tende, le coperte, le medicine d’urgenza, il cibo e l’acqua, ma i sopravvissuti sono grati a chi ha capito che basta poco per aiutare a conservare la dignità.

Nel distretto di Gorkha, 200 km lontano da Kathmandu, i villaggi si susseguono piccoli  arrampicati; in questa zona si stima che oltre 4 mila abitazioni siano state distrutte e mole strade sono impraticabili. L’Unicef racconta del signor Balbahadur Ghale, 46 anni, che mentre scopre il contenuto del kit  rileva: ”Tutti sono venuti con tende e riso, e siamo loro grati, ma nessuno ha pensato a darci sapone e spazzolini, generi che sono presto spariti dagli empori del villaggio”.

Prem Gurung, il capo comunità di Baluwa, il villaggio del signor Ghale, si dice preoccupato della situazione sanitaria e accoglie con grande favore i kit blu dell’Unicef. A Baluwa, racconta Gurung, 99 edifici sono crollati, le 5000 persone che vi abitavano sono sfollate e nessuna ha potuto salvare nulla, figuriamoci gli spazzolini”. Sua figlia Til Kumari, 12 anni, rincara la dose: ”Sono settimane che non mi pettino, le ferite alle gambe mi costringono a letto, ho perso i libri di scuola e i miei oggetti preferiti, ma devo dire che ricevere uno spazzolino da denti e un pettine, mi fanno sentire meglio”.

12766ibc5[1]Ora preoccupa tutti  l’arrivo delle piogge monsoniche, e soprattutto la situazione igienica potrebbe essere davvero difficile, tra macerie, spazzatura, animali che girano indisturbati.

Gurung conclude: ”Nella tragedia, sono un po’ sollevato: ora mia figlia si pettina e si lava molte volte al giorno e mia moglie può risparmiarsi i 40 km di strada per Abu Khaireini, il villaggio più vicino, per fare provviste”.

Subito dopo il terremoto del 25 aprile, l’Unicef è stata tra le prime organizzazioni ad intervenire e gli appelli lanciati dall’organizzazione non si sono limitati a sollecitare aiuti economici, ma hanno più volte messo in rilievo la necessità di soccorrere la popolazione anche per le cosiddette necessita’ ‘immateriali’, la pulizia personale, la dignità, l’istruzione.

fonte: http://www.onuitalia.com

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